Un pomeriggio nella natura: ritorno al Monte Pelato
Esco col mio fido Buck dopo pranzo per una immersione nella natura agreste e selvaggia del vicino Monte Pelato. Una montagna a cui sono molto legato, per averne percorso i crinali e le pendici fin da ragazzino. Se un giorno lontano qualcuno mi volesse ricordare (ovviamente il più tardi possibile!) vorrei che qui fosse lasciato il mio nome, intitolandovi un boschetto, uno stagno... o un tratto di torrente.
Mi dirigo verso i piedi della montagna, ripercorrendo le deboli tracce che restano dei greggi al pascolo. Il versante ovest è selvaggio, poco conosciuto dai turisti, mentre quello est è un posto un po' banalizzato, da pic- nic, perché vi arriva una strada asfaltata (un tempo era sterrata), mentre un comodo sentiero conduce alla cima.
Ai piedi del monte i pascoli sono stati invasi dalla vegetazione. Si sono ricreati dei boschetti misti, con faggi, cerri, peri e meli selvatici, ontani presso le rive del torrente che scava una piccola gola immediatamente sotto la montagna.
Nel bosco ritrovo i caratteristici e bellissimi stagni che caratterizzano quest'area... sono molto ampi in questo periodo. Ero stato qui parecchi anni fa e l'impressione è che gli alberi fossero più piccoli e i boschetti soleggiati, mentre adesso c'è il bosco fitto e ombroso.
Molte le fioriture nei prati: riconosco le orchidee gialle e viola e altri fiori più rari che incontro risalendo i brulli crinali di roccia nera. Alcuni piccoli faggi sono abbarbicati ai dirupi, tozzi e dalle possenti radici che fuoriescono dal terreno. I pendii sono abbastanza ripidi tanto da poter servire, volendo, con la neve ghiacciata, come un'ideale "palestra" di "allenamento".
Arriviamo sotto la sommità della montagna... il cane è un po' affaticato ma mi segue deciso. Un vero pastore di montagna. La sommità è popolata di piccoli fiori blu. Serra di Crispo domina con i suoi spettacolari versanti la foresta di abete bianco e di faggi che sono già rivestiti del verde manto primaverile: è un bel contrasto: la cima austera, ancora spoglia e innevata e la foresta verdeggiante. Da qualche parte spunta ancora qualche albero fiorito.
Scendiamo lungo i pascoli del crinale, a sinistra, per ritornare al torrente e avviarci verso la via del ritorno. Altri fiori, di tutte le specie. Mi porto sulla riva opposta del torrente da cui proviene l'acqua che irriga agli orti del mio villaggio e attraverso il boschetto di giovani ontani, per dirigermi in direzione degli stagni. Mi imbatto in una distesa di felci secche, un tappeto da cui spuntano dei piccoli fiori bianchi...















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