sabato 1 maggio 2021

Diario 26 aprile 2021

 Scala di Gaudolino, Sorgente della Serra, Colloreto, Gaudorosso, Pollinello


Per un sopralluogo di lavoro era in programma da tempo di rifare la Scala di Gaudolino, importante valico del Pollino calabro-lucano, fino a Colloreto, (oggi anche Sentiero Italia CAI): vi mancavo da quasi 15 anni. Per "unire l'utile al dilettevole" (per modo di dire!), invece di rifare lo stesso sentiero, al ritorno opto nella seconda parte dell'escursione per una "esplorativa", fuori sentiero, con l'obiettivo di salire fino a Gaudorosso, dove finora non ero ancora stato, per ricongiungermi al sentiero per il Pollinello. Abbandonando la "Scala" mi son diretto nel bosco misto di leccio, faggio e pino loricato, tagliandolo trasversalmente con l'obiettivo di arrivare alla base delle pareti di Gaudorosso, costeggiarle, a ridosso del Canalone centrale e trovare così la via d'uscita da questo impervio e selvaggio versante, dominato da impressionanti pareti popolate da magnifici pini loricati che crescono sulle rocce strapiombanti. Una salita impegnativa e più dura del previsto, in ambienti quasi ostili per la loro "selvaggiosità", compiuta anche un po' di fretta, visto che non era partito proprio così presto. Superati crinali rocciosi nel bosco e ripidi canaloni di pietrisco, tra faggi, pini loricati, lecci e qualche pino nero, arrivo alla base delle pareti. Le costeggio e mi tengo sempre vicino ad esse, per arrivare in vista del canalone centrale, caratterizzato da grandi ghiaioni di pietrisco e da monumentali pini loricati. Seguo sempre il canale che costeggia le pareti e mi arrampico sui pendii rocciosi, per raggiungere la cresta del Pollinello e arrivare, da una crestina rocciosa e poi dal bosco al sentiero per Pollinello, dove ritrovo così la comodità di un sentiero, dopo ore passate ad arrancare sugli aspri pendii rocciosi e boscosi...




























by Saverio "Indio" De Marco



mercoledì 21 aprile 2021

Diario - 20 aprile 2021

Versante Sud di Serra del Prete: Bosco del Monaco, Caricatura, Cima di Serra del Prete, Cresta Nord



Escursione in solitaria in versanti abbastanza impervi e selvaggi del settore sud di Serra del Prete. Dai pendii rocciosi di bassa quota caratterizzati dall'associazione pino loricato e leccio, con le belle formazioni di lavanda selvatica, si passa a delle zone popolate da roverelle e poi alla faggeta dominante, più in alto.
 L'obiettivo era più che altro quello di ammirare le formazioni di pini loricati di questo versante, che crescono in rade colonie o in isolati esemplari sugli spuntoni rocciosi circondati dalla faggeta. Unica pecca, almeno a bassa quota, il rumore e la vista dell'autostrada sottostante. 
Seguo dapprima la linea di crinale che sovrasta gli impervi dirupi popolati da caratteristici pini loricati che crescono sulle pareti a strapiombo, questo è anche il limite del bosco di leccio, con qualche esemplare che si è spinto al limite del suo areale, vicino ad esemplari monumentali di  pino loricato. Arrivo poi in una zona di bei pascoli, sovrastati da pendii ripidi popolati da giovani roverelle, con qualche esemplare grande  ormai secco.Siamo in località "Bosco del Monaco".  Noto una piccola colonia di loricati, per arrivarci dovrò scendere nel fosso e arrampicarmi sull'altra sponda. Il terreno è impervio e sto attento a non scivolare, supero il fosso e arranco fino ai popolamenti di pino.  In questa zona icontro anche un vecchio sentiero, che seguo per un po'. Intanto si mette a nevicare, il tempo è peggiorato e la fitta coltre di nubi oscura valli e montagne.Prossima destinazione è Caricatura, anche qui esistono spuntoni rocciosi con qualche rada colonia di pini. Ormai domina la faggeta, acnhe con esemplari secolari. Mi sposto in diagonale, sempre arrancando sui pendii boscosi, salendo così di dislivello. Arrivo così a delle rupi avvolti dalla faggeta, sui quali cresce qualche bell'esemplare monumentale di pino loricato. Adesso mi tocca salire, prossima meta è la cima della montagna. Intanto cala una fitta nebbia, calpesto parecchi centimetri di neve fresca e più avanti incontro alberi con i rami ghiacciati. La visibilità è quasi nulla ma riesco a portarmi sotto la cima: qui ho un momento di disorientamento, sono immerso in un bianco totale, mi oriento con la bussola per andare nella giusta direzione. Con una nebbia così fitta anche un esperto dei luoghi può sbagliare direzione. Per un momento la nebbia si dirada e così si vede la cresta ovest, che indica anche la direzione per la cima. Arrivato in vetta, con il vento e il freddo che mordono la mia faccia, non mi resta che seguire la via del crinale nord, aiutandomi con i segnavia presenti lungo il percorso, fino a Colle Impiso, così da chiudere l'anello...

by Indio